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 4a Olimpiade dei Formaggi a Verona
 24/10/2005 19.51.51

OLIMPIADE DEI FORMAGGI DI MONTAGNA

Conclusa ieri a Verona la manifestazione dedicata ai caci d’alta quota con uno straordinario successo di pubblico.

La manifestazione ha ottenuto un prestigioso riconoscimento istituzionale dal presidente della Repubblica

In 250.000 in piazza Brà per l’Olimpiade dei Formaggi di montagna

250.000 visitatori a Verona per scoprire il gusto di 1000 specialità casearie provenienti da tutto il mondo iscritte all'Olimpiade e in assaggio alla Grand Guardia, di altre 2000 tipologie negli stand in Piazza Bra, una qualificatissima giuria composta da 100 giurati, 6000 chili (la stima è calcolata per difetto) di formaggio in gara. Questi sono solo alcuni dei numeri della quarta Olimpiade dei Formaggi di Montagna conclusasi ieri a Verona.
Un successo straordinario, che ha superato di gran lunga le aspettative degli addetti ai lavori. “Alla vigilia – ha detto Giovanni Roncolato, presidente del Consorzio Monte Veronese, l’ente che ha organizzato l’evento- c’era qualche timore poiché in nessuna delle precedenti edizioni l’Olimpiade si era svolta in città. L’idea di creare una vetrina per i migliori formaggi montani del mondo in una piazza importante com’è piazza Brà si è rivelata una scelta felicissima: rispetto allo scorso anno abbiamo quintuplicato il numero dei visitatori”.
Molto soddisfatti anche i produttori. Le baite per la vendita e le degustazioni allestite all’ombra dell’arena di Verona domenica hanno chiuso i battenti molto prima del previsto: il formaggio era esaurito già nel pomeriggio. Il successo riscontrato dai caseifici ha fatto particolare piacere al presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. “Ho fatto un giro tra gli stand – ha dichiarato- cercando di non farmi riconoscere. Molte delle 70 baite erano già chiuse perché tutti i caci erano stati venduti. Mi auguro che tale successo possa ripetersi anche nei prossimi appuntamenti agroalimentari”.

Il successo della manifestazione è stato suggellato anche dall’attenzione delle istituzioni; il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha infatti conferito una targa alla quarta Olimpiade dei Formaggi di Montagna proprio per l’importanza che l’evento riveste in ambito mondiale nella promozione dei prodotti lattiero-caseari di qualità. Il vessillo è stato presentato al pubblico nel pomeriggio di ieri accompagnato dal suono della musica dei Campanari del Diaulo di Grezzana, al termine dello spettacolo “Bontagna: Foraggio, Coraggio, Formaggio” di Sergio Grasso e Andy Luotto, con la presenza del vicepresidente dell’Ente Fiera di Verona Claudio Valente, del presidente del BIM (bacino imbrifero montano) Adige Franco Rancan e del presidente di Caseus Montanus Gerard Beneyton, ideatore e patron della manifestazione.
“L’attenzione del presidente della Repubblica – ha affermato Beneyton- è per noi motivo di grande orgoglio e di stimolo a proseguire una iniziativa nata in Valle d’Aosta con il patrocinio del ministro delle politiche Agricole, voluto dal Ministro Gianni Alemanno, e il sostegno della Regione. Il successo di questa edizione è un’ottima premessa per la quinta Olimpiade. L’appuntamento è per il prossimo anno in Spagna”.

TRIONFO ITALIANO ALLA Quarta OLIMPIADE DEI FORMAGGI DI MONTAGNA

Sei medaglie d’oro, otto d’argento e sei di bronzo all’Italia.
Buoni i risultati della Svizzera con cinque ori, tre argenti e quattro bronzi.
Per la Francia invece, storica “rivale”, soltanto due medaglie d’oro e una di bronzo.

Trionfo italiano alla 4. Olimpiade dei formaggi di montagna, che si chiude oggi a Verona. La giuria internazionale composta di cento assaggiatori provenienti da tutta Europa, oltre che da Stati Uniti e Giappone, ha infatti premiato la straordinaria qualità e varietà dei caci italiani, che hanno conquistato il più alto
numero di medaglie, venti: sei d’oro, otto d’argento e sei di bronzo. Un risultato straordinario, senza precedenti.

Solo la Svizzera – mattatrice della passata edizione – ha in qualche modo insidiato la leadership italiana, conquistando cinque ori, tre argenti e quattro bronzi. Per la Francia invece, storica “rivale”, soltanto due medaglie d’oro e una di bronzo.

A completare il successo di questa manifestazione è stata la partecipazione della gente, che ha letteralmente preso d’assalto a Verona i luoghi destinati alle degustazioni, al palazzo della Gran Guardia e in piazza Bra, dimostrando una competenza ed una voglia di conoscere incredibili. La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina 23 ottobre al Palazzo del Comune. A far gli onori di casa Gerard Beneyton, presidente di Caseus Montano – l’ente ideatore dell’Olimpiade- e Giovanni Roncolato, presidente del Consorzio per la Tutela del Monte Veronese Dop che ha organizzato l’evento. Tra le autorità erano presenti il sindaco di Verona Paolo Zanotto, l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Verona Dionisio Brunelli e l’assessore alle Politiche degli Enti Locali della Regione Veneto Stefano Valdegamberi.

Ecco la classifica finale, categoria per categoria, con tutti i formaggi che si sono conquistati una medaglia. Tra quelli italiani la parte del leone l’ha fatta il Veneto, al quale sono andati due ori, un argento e tre bronzi. Medaglie d’oro anche a Piemonte, Valle d’Aosta, Campania ed Emilia Romagna.

I VINCITORI

Formaggi Freschi.

1° Robiola di Roccaverano Dop, Stutz Simone (Mombaldone, AT);
2°. Robiola di Capra, Perenzin Latteria sns (S. Pietro di Feletto, TV);
3° Bolke Robiolino, Caseificio Giulia di Lavorini Giovanni (S. Anna Alfaedo, VR).

Pasta filata fresca.

1° Scamorza affumicata, Coop Ottomarzo (S. Ambrogio Valpolicella, VR);
2° Treccione Passito Bianco, La Nuova Fonte (Casacalenda, CB);
3° Kaseri, Kourellas (Grecia).

Pasta Filata Matura.

1° Provolone del Monaco, Apreda Francesco (Sorrento, NA);
2° Caciocavallo, Mariconda Franco (Vallata, AV);
3° Provolone Valpadana Dop Dolce, Caseificio Albiero srl (Montorso, VI).

Formaggi a pasta molle con maturazione a crosta fiorita.

1° Qualitaet Tirol Contessa Paola, Tirol Milch (Austria);
2° Robiola di Capra, Nicoletta Srl (Donnas, AO);
3° Tiroler Bergcamembert, Wilder Kaiser (Austria).

Formaggi a pasta molle con crosta lavata.

1° Chevrotin , Missillier Jean Pierre (Francia);
2° Stracchino Nostrano, F.lli Latini di Latini Stefano (Bagnatica, BG);
3° Pannarello Fresco La Casara Roncolato Romano (Roncà, VR)

Formaggi a pasta molle aromatizzati:

1° La Cacouyard, Fromagerie Philippe Affineur Arnmaud JuraFlore (Francia);
2° Holzerfladen, Kaeserei Hofel AG (Svizzera);
3° Formai dal Cit, coop Tre Valli (Travesto, PN).

Formaggi Erborinati:

1° Bleu d’Aoste, Centrale laitiere Vallee d'Aoste (Gressan, AO);
2° Schaerdinger Oesterkron, Ennstal Milch Kg (Austria);
3° Bleu Gex Haut Jura, Scaf du Haut Jura (Francia).

Formaggi semiduri:

1° Tete de Moine Aoc, Fromagerie Schwab (Svizzera);
2° Moron – Bio, Fromagerie Amstutz (Svizzera),
3° Tete de Moine Aoc, Fromagerie Amstutz (Svizzera).

Formaggi semiduri con additivi aromatizzati.

1° Formaggio con il pepe, Caseificio Gugole Dario (S. Giovanni Ilarione);
2° Sternenberger Paprika Cilli-Raclette, Kaeserei Preisig Rietwies (Svizzera); 3° Baldauf Schnittlauch, Horn Franz (Germania).

Formaggi duri con crosta lavata:

1° L’Etivaz Aoc, Yersier Rene (Svizzera),
2° Rupp Vorarlberger Bergkaese Original mindestens 6 Monate, Rupp Privatkaeserei - Sennerei Lutzenreute (Austria);
3°m Grujére Aoc, Fromagerie Les Martel (Svizzera).

Formaggi duri a fermentazione proponica:

1° Emmentaler Switzerland 6 monate, Kaeserei Scheidweg (Svizzera);
2° Emmentaler Switzerland, Kaeserei Kaufmann Bruno (Svizzera);
3° Emmentaler, Kaeserei Sinnesberger (Svizzera).

Altri formaggi duri:

1° Alpkaese Aoc, Site Alp (Svizzera);
2° Fiore sardo dop, Soc. Fratelli Frau (Siliqua, CA);
3° Formaggio di capra, Caseificio Caggiano (Forenza, PZ).

Formaggi extraduri:

1° Parmigiano Reggiano (oltre 30 mesi), Latteria sociale Tabiano (Viano RE); 2° Grana padano dop Trentingrana, Caseificio Val di Fiemme (Cavalese, TN); 3° Parmigiano Reg (18-23 mesi), Caseificio Fiordilatte (Gaggio Montano, BO).

Altri formaggi:

1° Aizpea, Aizpea (Spagna);
2° Ricotta scorza nera, Parco produce coop (Anversa degli Abruzzi, AQ);
3° Via Spluga, Sennerei Andeer (Svizzera).


IL MEDAGLIERE

Oro Argento Bronzo

Italia 6 8 6

Svizzera 5 3 4

Francia 2 - 1

Austria 1 2 1

Spagna 1 - -

Germania - - 1

Grecia - - 1




14 grandi chef veneti interpretano i 14 ori dell’Olimpiade dei Formaggi di montagna

La Federazione Italiana Cuochi – Unione Cuochi Regione Veneto porta l’arte culinaria alla competizione internazionale organizzata da Caseus Montanus e Consorzio Monte Veronese dop proponendo 14 straordinarie creazioni con i caci premiati

I grandi caci premiati all’Olimpiade dei Formaggi di Montagna di Verona interpretati dagli chef veneti della Federazione Italiana Cuochi in quattordici straordinarie ricette. E’ successo oggi durante la giornata conclusiva del grande evento internazionale che ha portato nella città scaligera le migliori produzioni casearie delle montagne di tutto il mondo. I piatti, autentici capolavori, deliziosi agli occhi e piacevolissimi al palato, hanno espresso al meglio l’estro creativo dei loro autori, guidati nel loro lavoro dallo chef Graziano Manzatto, Presidente dell’Unione Cuochi del Veneto coadiuvato nell’occasione da Leonard Belluzzo, presidente dell’Associazione Cuochi di Verona. “I formaggi di montagna – ha dichiarato il presidente Manzatto- per le loro eccellenti caratteristiche sono orami diventati un vero e proprio piatto, non un semplice ingrediente. Hanno anche il pregio di prestarsi a infiniti abbinamenti con mostarde, miele e marmellate. E poi permettono di creare vere opere artistiche: se Michelangelo scolpiva il marmo, gli chef oggi scolpiscono il formaggio”. Con ottimi risultati per quanto si è visto oggi a Verona. Ma ecco alcuni dei piatti realizzati per l’Olimpiade.

Oro Formaggio fresco
1° Robiola di Roccaverano Dop, Stutz Simone (Mombaldone, AT)

Raviolo pizzicato con robiola di roccaverano e tartufo nero della Lessinia
Chef Fabio Groppi

Oro Pasta filata fresca.
1° Scamorza affumicata, Coop Ottomarzo (S. Ambrogio Valpolicella, VR)

Fagottino di filetto con cuore di patate e porcini e scamorza affumicata
Chef Mario Quattrociocchi

Oro Pasta Filata Matura.
1° Provolone del Monaco, Apreda Francesco (Sorrento, NA);

Scrigno di patate con crema di provolone del Monaco
Chef Luca Giacomella

Oro Formaggi a pasta molle con maturazione a crosta fiorita.
1° Qualitaet Tirol Contessa Paola, Tirol Milch (Austria);

Perle di castagna con crema di zucca e scaglie di Qualitaet Tirol Contessa Paola
Chef Gino Brescia

Oro Formaggi a pasta molle con crosta lavata.
1° Chevrotin , Missillier Jean Pierre (Francia);

Mousse di chevrotin con succo d’uva fragola e carruba
Chef Marco Segattini

Oro Formaggi a pasta molle aromatizzati:
1° La Cacouyard, Fromagerie Philippe Affineur Arnmaud JuraFlore (Francia);

Tortino di pearà e pinoli con scaglie di Cacouyard
Chef Nunzio Redaelli

Oro Formaggi Erborinati:
1° Bleu d’Aoste, Centrale laitiere Vallee d'Aoste (Gressan, AO);

Composizione di Bleu d’Aoste Alpkaese con cioccolato peperoncino e frutta candita
Chef domenico Guglielmello

Oro Formaggi semiduri:
1° Tete de Moine Aoc, Fromagerie Schwab (Svizzera);

Timballo di maltagliati al Tete de Moin con crema di zucca
Chef Marco Salin

Oro Formaggi duri con crosta lavata:
1° L’Etivaz Aoc, Yersier Rene (Svizzera),

Occhio alla boscaiola con l’Etival aoc 2005-
Chef Eros Marchi

Oro Formaggi duri a fermentazione proponica:
1° Emmentaler Switzerland 6 monate, Kaeserei Scheidweg (Svizzera);

Sformatine di marroni con Emmentaler Switzerland fondente e salsa al balsamico
Chef Nicola Andreetto

Oro Altri formaggi duri:
1° Alpkaese Aoc, Site Alp (Svizzera)

Millefoglie di Grano saraceno con zenzero e alpkaese doc
Chef Domenico Guglielmo

Oro Formaggi extraduri:
1° Parmigiano Reggiano (oltre 30 mesi), Latteria sociale Tabiano (Viano RE);

Zuppetta di patate e porcini con perle di parmigiano reggiano 30 mesi
Chef Fabio Groppi

Oro Altri formaggi:
1° Aizpea, Aizpea (Spagna);

Mousse di Aizpea con spuma di latte, buccia d’arancio, caramellate al fondente di cioccolato
Chef Leonard Belluzzo

Oro Formaggi semiduri con additivi aromatizzati.
1° Formaggio con il pepe, Caseificio Gugole Dario (S. Giovanni Ilarione);

Composizione di finger food
Chef Vincenzo Feraco


Due annulli speciali di Poste Italiane celebrano l’evento in corso a Verona. Beneyton (presidente Caseus Montanus): per la gente di montagna e per la
cultura della solidarietà della gente di Alpi e Appennini

“Siete la dimostrazione della professionalità delle produzione di montagna” Paolo Zanotto, sindaco di Verona, ha dato il benvenuto alle delegazioni dei Paesi del mondo che hanno presentato le proprie candidature per le prossime Olimpiadi dei Formaggi di Montagna – Verona 2005. Sono la Spagna, la Germania, il Portogallo, la Svizzera e il Giappone.

“L’Olimpiade dei Formaggi di Montagna porta il messaggio di gente che vuole continuare a vivere in montagna, così come la cultura della solidarietà della gente di Alpi e Appennini, come testimonia la mascotte Cacino il Topino chiamata a divulgarne l’immagine e il cui ricavato della vendita sosterrà la Fondazione Umberto Veronesi per la lotta contro il cancro” ha detto Gerardo Beneyton, presidente di Caseus Montanus e ideatore dell’evento.

Per il 2006 ha ufficializzato la propria candidatura il Comune catalano di La Seu d’Urgell, 12.000 abitanti, una forte tradizione casearia e una fiera millenaria al cospetto dei Pireni.
Per il 2007 la delegazione della Regione della Baviera e del Ministero dell’agricoltura bavarese, giunte a Verona in trattore per dare ‘peso e spessore’ alla propria candidatura.
Per il 2008 il Comune della Seia, nella regione di Beira Alta.
E poi, ancora, per il 2009 e il 2010 sono giunti, dalla Svizzera e dal Giappone, i delegati dello Yura dell’organizzazione Tête de Moine e Miyajma Nozomu, in rappresentanza dei produttori nipponici.

Ogni delegazione ha ricevuto in dono i rarissimi annulli emessi da Poste Italiane in occasione della “Olimpiade dei Formaggi di Montagna – Verona 2005” e del Concorso Regionale Caseus Veneti. “Tutto quello che stiamo ammirando in questi giorni a Verona – hanno concluso i vicepresidenti di Caseus Montanus, Jean Charles Arnaud e Anton Schmutz – sono la dimostrazione della magnifica tradizione e cultura del formaggio italiane”.


IL CONVEGNO DELL’ONAF: “FORMAGGIO, UN GUSTO CHE CI APPARTIENE”

Pier Carlo Adami: “L’Olimpiade diffonde la cultura del gusto”
Luigi Cremona: “Ristoranti, ambasciatori della qualità casearia”
Luigi Gambacorta: “L’Onaf punti a diventare come l’Ais”


“L’Olimpiade dei formaggi di montagna si è rivelata uno strumento straordinario per la diffusione di quella cultura del gusto che è nostro principale compito statutario”. Così Pier Carlo Adami, presidente nazionale di Onaf – l’Organizzazione degli assaggiatori di formaggi - ha ribadito l’importanza dell’evento in corso a Verona fino a domani, durante il convegno “Formaggio, un gusto che ci appartiene”.
“La nostra competenza – ha aggiunto – va a servizio del pubblico e dei produttori. E in questo senso abbiamo scelto l’Olimpiade per la nostra convention”.
Adami ha quindi rivolto un invito ai produttori stessi, affinché sviluppino sì nuovi formaggi e nuove tecniche, per interpretare al meglio i cambiamenti del gusto collettivo, ma senza esagerazioni o forzature. “Bisogna evitare incongruenze o abbinamenti che sono contrari alle logiche e all’equilibrio dei sapori”.
Il convegno è stato condotto da Luigi Cremona, che ha sottolineato l’importanza che i vari settori riescano a “fare squadra”. “Dai produttori alla distribuzione fino ai ristoranti, che possono avere un ruolo fondamentale nella diffusione del gusto, diventando veri e propri ambasciatori della qualità. E lo stesso vale per i negozi specializzati, che devono aspirare a diventare vere boutique del sapore”.
Tra gli interventi, particolarmente significativo quello del giornalista Bruno Gambacorta di Raidue. “Il formaggio è un prodotto particolarmente televisivo e coreografico, sia nelle fasi della produzione che per l’effetto finale. Mi auguro – ha concluso Gambacorta - che l’Onaf riesca a diventare quello che oggi è l’Ais, l’associazione dei sommelier, in modo che si riesca a creare una coscienza nazionale del grande patrimonio dei formaggi italiani”.
Premio Buonitalia
E’ il Piave il miglior formaggio italiano d’esportazione
Podio al formaggio bellunese prodotto Cooperativa Latte Busche , Argento alla Fontina di Alpeggio Dop della Cooperativa produttori Latte e Fontina di Aosta e Bronzo al Fiore Sardo dop prodotto nell’altiopiano di Monteacuto di Buddusò da “Sardaformaggi”
E’ il Piave il miglior formaggio italiano d’esportazione. E’ stato infatti consegnato ieri sera, 22 ottobre, a Verona durante il galà organizzato dalla IV Olimpiade dei Formaggi di Montagna in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona, il “Premio Buonitalia Eccellenza italiana del gusto – Miglior formaggio di Esportazione”. La serata è stata anche l’occasione per presentare la nuova Guida ai migliori vini veronesi premiati al concorso “Verona Wine Top 2005”.
Il formaggio bellunese prodotto dalla Cooperativa Latte Busche si aggiudica l’oro, mentre al secondo posto si è piazzata la Fontina di Alpeggio Dop della Cooperativa produttori Latte e Fontina di Aosta.

Medaglia di bronzo al Fiore sardo dop prodotto nell’altiopiano di Monteacuto di Buddusò (Sassari) dall’azienda Sardaformaggi.

“I tre premiati sono i formaggi di montagna italiani che più di altri incontrano i favori degli esportatori. - ha spiegato Fabrizio Mottironi , presidente di Buonitalia - Due i criteri per stabilire la graduatoria: il sapore e quindi l’unicità del prodotto che va incontro ai mercati non mediterranei e per livelli produttivi, la capacità di stare sui mercati”
Il premio promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e da Buonitalia vuole valorizzare e promuovere le eccellenze agroalimentari italiane, ed è un riconoscimento al valore dei prodotti tipici regionali per la loro ricaduta economica e sociale sul territorio.
Buonitalia S.p.A. è la società italiana per la promozione, la valorizzazione e l'internazionalizzazione dell'agroalimentare italiano, creata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nel luglio 2003.
IL PIAVE

Il nome del formaggio “Piave” deriva dall’omonimo fiume, la cui sorgente si trova sul monte Peralba in Val Visdende, nel territorio del Comelico, la parte più settentrionale della
provincia di Belluno. Un percorso tortuoso porta il Piave verso il fondovalle, dapprima nel Cadore e poi nella conca bellunese, tra Belluno e Feltre, dove il fiume scorre più lento fino ad incontrare la pianura ai piedi delle Prealpi Venete in provincia di Treviso.
PIAVE è un formaggio in forma cilindrica, a pasta cotta, duro (umidità inferiore al 40%) e stagionato (nella tipologia denominata "fresco" 20-60 giorni, in quella denominata "mezzano" 60-180 giorni e nel "vecchio" oltre i 180 giorni).

Questo formaggio è caratterizzato dall'essere ottenuto esclusivamente con latte proveniente da aziende della Provincia di Belluno.

Per informazioni:
Consorzio Monte Veronese Dop Tel 045 6199054
oppure sito internet www.caseus-montanus.it

Per contatti stampa:
Marzia Morganti Tempestini, 335 6130800, marzia.morganti@tiscali.it
Agenzia Freelance, 0577 219228, sienanews@iol.it


A cura di Rocco Lettieri in collaborazione con agenzia Freelance

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4a Olimpiade dei Formaggi a Verona....24/10/2005 19.51.51....rocco

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